Rss

Piaggio Group – Buon Compleanno Vespa

vespa moto

E sono 67!!!

Esattamente 67 anni fa in quel di Pontedera, in provincia di Pisa, venne brevettata laVespa, leggendario motorino della Piaggio, destinato a motorizzare l’Italia in un periodo storico complicato, con la nazione che usciva sconfitta dal secondo conflitto mondiale, con le case da ricostruire, le fabbriche da fare rinascere e le infrastrutture ridotte al minimo e in alcune zone anche inesistenti.

Il brevetto va a legalizzare la creazione da parte del gruppo, fondato da Rinaldo Piaggio, imprenditore genovese fino ad allora impegnato solo nel settore aeroindustriale (tutt’oggi la Piaggio progetta, produce e vende piccoli aeromobili, con soluzioni tecnologiche spesso innovative), di una “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.

ORIGINE DEL MITO: La storia della Vespa inizia negli stabilimenti biellesi della Piaggio nel 1945. Nel nord Italia vi erano ancora le scorribane dei nazifascisti e le bombe degli alleati che cadevano sugli stabilimenti industriale, all’epoca destinati principalmente alla produzione di armi per la guerra, anche se si iniziava a vedere alcuni cenni di riconversione.

Il primo prototipo della Vespa fu l’MP5 Paperino, realizzato dall’ingegnere Renzo Spolti in collaborazione con uno dei più grandi esperti di motori del biellese, il conte Carlo Felice Trossi, allepoca uno dei più grandi piloti nel campo delle quattro ruote.

Il progenitore della Vespa, seppur con forme quasi definitive, non venne mai messo in produzione per via del tunnel centrale, poco aggraziato e per via dei costi onerosi di produzione e quindi per il problema del prezzo finale al cliente.

Inoltre, a complicare la vita di questo motorino, si ci è messo il trasferimento da Biella a Pontederadella produzione.

Pontedera, su indicazione di Enrico Piaggio, figlio di Rinaldo, venne chiamato a disegnare, progettare e realizzare il nuovo prototipo, Corradino D’Ascanio, uno degli uomini di punta del gruppo Piaggio, realizzatore del primo modello di elicottero, tra le altre cose che hanno consegnato la figura di questo uomo alla storia del gruppo e non solo.

Corradino non era un amante delle moto, anzi non le sopportava, ma ciò nonostante accettò l’incarico.

COLPO DI GENIO: L’idea che aveva in mente era semplice, ma appunto per questo era innovativa: uno piccolo motorino, che si guida come una bicicletta, facile da guidare, adatto anche a chi in moto non ci era mai salito e non sapeva nemmeno il termine di “moto”.

Nacque quindi la MP6 o “98” la prima vera Vespa. Il nome “Vespa” venne dato da Enrico Piaggio, che dopo aver visto per la prima volta il nuovo modello disse:”sembra una vespa!“.

Quel motorino fu destinato alla conquista dell’Italia e del mondo.

Le idee che facevano di questo motorino, un mezzo innovativo erano diverse, dalla carrozzeria portante, alla trasmissione diretta, senza quindi avere una catena, il cambio sul manubrio e poi il prezzo: all’incirca 70.000 Lire, pagabile in comode rate. Nel 1946 si pensò a una produzione di 2500 pezzi, non credendo nell’immediato successo del mezzo. Andarono a ruba e nel 1947 la produzione sfondò quota 10.000 esemplari.

In più, altra innovazione rivoluzionaria, tutt’ora impossibile o quasi da imitare, fu, oltre alla copertura del gruppo motore che cosi non sporcava l’utente e proteggeva la meccanica dalla pioggia, la ruota posteriore presente su alcuni degli esemplari.

In realtà la ruota posteriore, più che una idea cercata, fu una necessità. Il motore, posizionato a destra, lo sbilanciava  e serviva qualcosa che facesse da contropeso alla meccanica: la ruota di scorta e il posizionamento del serbatoio, in opposizione rispetto al collocamento del motore, risolsero il problema.

Cosi però si viene a notare l’altra grande qualità della leggenda a due ruote: non c’è più il serbatoio a dividere le gambe. Si ha quindi la possibilità di viaggiare a gambe unite se lo si desidera, ciò favorisce anche la facilità d’utilizzo. Si passa dal “cavalcare” la moto al “sedersi” sulla moto. Questa idea venne ripresa alla fine degli anni ’80, inizio anni ’90, dai vari produttori orientali di motorini. La Vespa di D’Ascanio, rispetto agli orientali era in vantaggio di più di 40anni.

La Vespa dal 1946 al 1996 crebbe nelle dimensioni e nelle motorizzazioni, superando i vari ostacoli governativi all’accesso al veicolo, restrizioni per i neo-patentati in primis.

La rivoluzione per il mito arrivò nel 1982 con la creazione del PX, un aggiornamento del modello, che permetteva per la prima volta lo smontaggio delle carrozzerie laterali. Fino a quel momento su alcuni modelli era possibile sganciare gli sportelli laterali che facilitavano l’accesso al motore, dalla ventola di aspirazione dell’aria per il raffreddamento da un lato e l’accesso alla batteria dall’altro, ma mai asportare le fiancate, come sulle Vespa 90SS del 1966 o le Primavera del 1970, fino alla ET3 Primavera del 1979.

Era l’ennesimo colpo di genio che la tecnologia ha permesso su un mezzo che si prestava a questo genere di esperimenti.

vespaNEW GENERATION: Nel 1996 venne alla luce la nuova famiglia di Vespa, con l’inizio della produzione delle Vespa “moderne” con motore in vista, cambio automatico con variatore continuo e che si preparava a competere con i piccoli scooter che erano arrivati sul mercato mondiale.

Da qui, quindi, la Vespa si trasformò da motorino 4 rapporti a classico monomarcia. I vespisti “storici” quasi la presero come una bestemmia una trasformazione tale, chiedendo a gran voce che la PX comunque continuasse a rimanere in vendita, mentre un’altra ala dei vespisti accettò la nuova trasformazione elogiandone le ancor più facili modalità d’uso e i bassi livelli di inquinamento e consumo.

Accogliendo la richiesta del gruppo “storico” la Piaggio lasciò in produzione la PX, trasformandola nella parte anteriore togliendo il freno a tamburo anteriore e sostituendo il gruppo ruota-freno con 5 razze che andavano ad agganciare la corona-cerchione. Le “razze” sono collegate alla monoforcella a cui sono stati attaccati il gruppo sospensione-ammortizzatore, la pinza freno e il disco freno forato.

Per dare maggiore stabilità all’ammortizzatore, lo si è fissato sul lato destro del parafango.

VIAGGIO ALL’INFERNO E RITORNO: Nel 2008 però arrivò la doccia fredda per i fan della PX, con la decisione del gruppo di smantellare le linee di produzione della PX in favore delle nuove monomarcia che stavano aumentando nelle versioni e nelle motorizzazioni, arrivando anche a 300cc di potenza.

Ma nel 2011, complice il fascino intramontable della Vespa PX, avvenne una rivoluzione all’interno della stessa casa di Pontedera, con la decisione di rimettere in funzione la linea di montaggio del mito e facendola ritornare nel mercato in pompa magna, con le sue cilindrate storiche, la 125cc e la 150cc.

Ad oggi la Vespa, sia monomarcia che con le marce, è funzionante e in vendita. La famiglia è vasta e numerosa: Ecco qual i modelli e le motorizzazioni:

S

  • 50cc Hi-PER a 2 e 4 tempi
  • 125cc i.e. 3 valvole

LX

  • 50cc Hi-PER a 2 e 4 tempi
  • 125cc i.e. 3 valvole
  • 150cc i.e. 3 valvole

PX

  • 125cc 2 tempi con carburatore
  • 150cc 2 tempi con carburatore

LXV

  • 125cc i.e. L.E.A.D.E.R. 4 tempi

GTS

  • 300cc i.e. Q.U.A.S.A.R. 4 tempi 4 valvole

GTS SUPER

  • 125cc i.e. 4 tempi 4 valvole
  • 300cc i.e. Q.U.A.S.A.R. 4 tempi 4 valvole

IL FUTURO: La Vespa non ha intenzione di fermarsi ed ecco che all’EICMA 2012 è stata presentata ufficialmente la nuova Vespa 946. Il nuovo modello è un fenomenale esercizio di design che va a ricordare nel nome l’anno di creazione del modello, il 1946 appunto.

Dotato di un motore 125 4 tempi 3 valvole è dotata di tecnologia LED e di sistemi di sicurezza comprendenti ABS e  controllo di trazione ASR e la sua scocca è in alluminio.

Che dire? Continua cosi Vespa!

 

 

Mi piace molto questo articolo che ho trovato qui: http://www.realmotor.it/varie/item/4772-piaggio-group-vespa-buon-compleanno e che paragono ad un ode a questa piccola/grande moto. Da sempre emblema di eleganza e bellezza tutta italiana.

Da ragazza ne guidavo una bianca che rubavo allo zio non appena la trovavo in cortile, sostituita in seguito da un PX 125 di colore verde. Oggi ho scelto uno scooter di tipo diverso ma rimpiango i km percorsi con la mitica vespa.