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Moto e Scooter

La moto: nuova o usata?

la moto nuova o usataL’estate è ormai alle porte è la domanda è d’obbligo, acquistare la moto: nuova o usata per, le prime gite fuori porta?
Uno dei mezzi migliori per attraversare le città deserte o le strade straripanti di turisti in viaggio è, senza ombra di dubbio, una moto, indipendentemente dal fatto che sia di piccola, media o grande cilindrata.
I vantaggi per i centauri sono molteplici e, di certo, non indifferenti: vanno dalla comodità d’uso, alla facilità di parcheggio, dalla velocità alla possibilità di evitare le file scegliendo strade alternative, dal piacere di godersi lo splendido paesaggio all’avere il vento in faccia.

Per chi volesse avventurarsi nel mondo delle due ruote, che sia per la prima volta oppure che si tratti di un ritorno di fiamma, il modo migliore per godersi appieno le meraviglie che una moto può dare è saper scegliere il mezzo che fa al proprio caso e che si adatti alle proprie necessità.
La scelta può cadere su moto nuove ma anche su moto usate. Come spesso accade, è facile poter trovare una bella moto, tenuta bene, anche nel mercato dell’usato.

Scegliere se acquistare un moto nuova o usata dipende molto da ciò che si ha intenzione di farne.
Se si utilizza la moto principalmente d’estate, se è la prima volta che si decide di prenderne una, se non si hanno grandi disponibilità economiche o, comunque, se non si è intenzionati ad investire subito in una moto nuova, allora è il caso di ponderare l’idea di acquistarne una usata.
Per chi invece volesse lanciarsi sull’acquisto di una moto nuova, come per l’usato, bisogna ponderare bene la scelta soprattutto tenendo in considerazione il fatto che ci sono moto con prezzi davvero molto alti e moto con prezzi più accessibili ma, com’è facile di certo intuire, con prestazioni e aspetto del tutto differenti.
In entrambi i casi, è di fondamentale importanza porre particolare attenzione al tipo di moto che si acquista e, soprattutto, alla sicurezza ed alle prestazioni del singolo modello.
Ricordiamoci che cilindrate particolarmente grandi, difficilmente si andranno ad adattare a guidatori poco esperti, nonostante siano molto appetibili, bisogna saper conoscere i propri limiti alla guida e fare un acquisto sicuro sotto questo punto di vista è la scelta migliore.

la moto usata o usataUno degli accessori indispensabili per la propria sicurezza è ovviamente il casco. Ci sono un’infinità di caschi per le moto ed anche in questo caso bisogna saper scegliere un casco che si adatti alle necessità del singolo, soprattutto per quel che riguarda la misura ed il modello.
Sarà importante trovarcisi comodi perchè, ricordiamolo, lo indosserete sempre. Un casco scomodo tenderà ad essere lasciato slacciato o, peggio, non verrà indossato. Questo rappresenta un altissimo rischio per l’incolumità del guidatore esperto quanto quella di un guidatore alle prime armi.

Valutiamo anche l’acquisto di un portaoggetti posteriore, laterale o delle vere e proprie borse da agganciare sui lati della moto. Anche in questo caso i modelli sono svariati e tutto dipende dall’uso che se ne vorrà fare.
Il consiglio è quello di acquistare e far montare un portaoggetti ampio o allargabile, rispetto ad uno di piccole dimensioni, in quanto, anche se più costoso, di certo tornerà utile per trasportare oggetti più voluminosi, per riporvi il casco o per affrontare viaggi fuori porta mettendo al loro interno quel che più si ritiene utile.

Non dimentichiamo di acquistare un buon sistema di bloccaggio della moto per far sì che, una volta parcheggiata, possa essere messa in sicurezza da eventuali cattivi intenzionati.

Questi e molti altri accessori sono acquistabili comodamente da casa, grazie ai tantissimi negozi online presenti sulla rete e accessibili tramite ricerche più o meno mirate attraverso un comunissimo motore di ricerca.
Per chi invece volesse affidarsi ad un negozio fisico per l’acquisto di moto nuove, moto usate, caschi moto, accessori e simili, vi segnalo alcuni negozi della capitale che offrono ampie gamme di prodotti per tutti i gusti e le tasche:

– Dv Moto S.r.l. in Via del Porto Fluviale, 13/15/17/19
– Moto Incontro S.r.l. in Viale della Stazione Prenestina, 73
– Outlet Moto S.r.l. in Via Pieve Ligure 25/27

Vediamo insieme alcuni consigli per chi, invece, ha voglia di ridare gas ai motori della sua moto rimasta ferma per un intero inverno. Gli accorgimenti da seguire non sono molti ma risultano essere importanti. Il primo passo è quello di assicurarsi che la batteria della moto sia carica, se non lo è ricaricarla presso un elettrauto o simili. Controllare il livello del liquido del radiatore, così come il livello dell’olio del motore e dei freni. Fatto ciò procedere all’accensione della moto. E’ di fondamentale importanza non accelerare a motore freddo, quindi, avviare e lasciare al minimo dei giri il motore fino a che questo non si riscalderà.
Prima di saltare in sella ed iniziare il primo giro di stagione, ricordarsi di passare del grasso alla catena e controllare il circuito frenante.

Piaggio Group – Buon Compleanno Vespa

vespa moto

E sono 67!!!

Esattamente 67 anni fa in quel di Pontedera, in provincia di Pisa, venne brevettata laVespa, leggendario motorino della Piaggio, destinato a motorizzare l’Italia in un periodo storico complicato, con la nazione che usciva sconfitta dal secondo conflitto mondiale, con le case da ricostruire, le fabbriche da fare rinascere e le infrastrutture ridotte al minimo e in alcune zone anche inesistenti.

Il brevetto va a legalizzare la creazione da parte del gruppo, fondato da Rinaldo Piaggio, imprenditore genovese fino ad allora impegnato solo nel settore aeroindustriale (tutt’oggi la Piaggio progetta, produce e vende piccoli aeromobili, con soluzioni tecnologiche spesso innovative), di una “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.

ORIGINE DEL MITO: La storia della Vespa inizia negli stabilimenti biellesi della Piaggio nel 1945. Nel nord Italia vi erano ancora le scorribane dei nazifascisti e le bombe degli alleati che cadevano sugli stabilimenti industriale, all’epoca destinati principalmente alla produzione di armi per la guerra, anche se si iniziava a vedere alcuni cenni di riconversione.

Il primo prototipo della Vespa fu l’MP5 Paperino, realizzato dall’ingegnere Renzo Spolti in collaborazione con uno dei più grandi esperti di motori del biellese, il conte Carlo Felice Trossi, allepoca uno dei più grandi piloti nel campo delle quattro ruote.

Il progenitore della Vespa, seppur con forme quasi definitive, non venne mai messo in produzione per via del tunnel centrale, poco aggraziato e per via dei costi onerosi di produzione e quindi per il problema del prezzo finale al cliente.

Inoltre, a complicare la vita di questo motorino, si ci è messo il trasferimento da Biella a Pontederadella produzione.

Pontedera, su indicazione di Enrico Piaggio, figlio di Rinaldo, venne chiamato a disegnare, progettare e realizzare il nuovo prototipo, Corradino D’Ascanio, uno degli uomini di punta del gruppo Piaggio, realizzatore del primo modello di elicottero, tra le altre cose che hanno consegnato la figura di questo uomo alla storia del gruppo e non solo.

Corradino non era un amante delle moto, anzi non le sopportava, ma ciò nonostante accettò l’incarico.

COLPO DI GENIO: L’idea che aveva in mente era semplice, ma appunto per questo era innovativa: uno piccolo motorino, che si guida come una bicicletta, facile da guidare, adatto anche a chi in moto non ci era mai salito e non sapeva nemmeno il termine di “moto”.

Nacque quindi la MP6 o “98” la prima vera Vespa. Il nome “Vespa” venne dato da Enrico Piaggio, che dopo aver visto per la prima volta il nuovo modello disse:”sembra una vespa!“.

Quel motorino fu destinato alla conquista dell’Italia e del mondo.

Le idee che facevano di questo motorino, un mezzo innovativo erano diverse, dalla carrozzeria portante, alla trasmissione diretta, senza quindi avere una catena, il cambio sul manubrio e poi il prezzo: all’incirca 70.000 Lire, pagabile in comode rate. Nel 1946 si pensò a una produzione di 2500 pezzi, non credendo nell’immediato successo del mezzo. Andarono a ruba e nel 1947 la produzione sfondò quota 10.000 esemplari.

In più, altra innovazione rivoluzionaria, tutt’ora impossibile o quasi da imitare, fu, oltre alla copertura del gruppo motore che cosi non sporcava l’utente e proteggeva la meccanica dalla pioggia, la ruota posteriore presente su alcuni degli esemplari.

In realtà la ruota posteriore, più che una idea cercata, fu una necessità. Il motore, posizionato a destra, lo sbilanciava  e serviva qualcosa che facesse da contropeso alla meccanica: la ruota di scorta e il posizionamento del serbatoio, in opposizione rispetto al collocamento del motore, risolsero il problema.

Cosi però si viene a notare l’altra grande qualità della leggenda a due ruote: non c’è più il serbatoio a dividere le gambe. Si ha quindi la possibilità di viaggiare a gambe unite se lo si desidera, ciò favorisce anche la facilità d’utilizzo. Si passa dal “cavalcare” la moto al “sedersi” sulla moto. Questa idea venne ripresa alla fine degli anni ’80, inizio anni ’90, dai vari produttori orientali di motorini. La Vespa di D’Ascanio, rispetto agli orientali era in vantaggio di più di 40anni.

La Vespa dal 1946 al 1996 crebbe nelle dimensioni e nelle motorizzazioni, superando i vari ostacoli governativi all’accesso al veicolo, restrizioni per i neo-patentati in primis.

La rivoluzione per il mito arrivò nel 1982 con la creazione del PX, un aggiornamento del modello, che permetteva per la prima volta lo smontaggio delle carrozzerie laterali. Fino a quel momento su alcuni modelli era possibile sganciare gli sportelli laterali che facilitavano l’accesso al motore, dalla ventola di aspirazione dell’aria per il raffreddamento da un lato e l’accesso alla batteria dall’altro, ma mai asportare le fiancate, come sulle Vespa 90SS del 1966 o le Primavera del 1970, fino alla ET3 Primavera del 1979.

Era l’ennesimo colpo di genio che la tecnologia ha permesso su un mezzo che si prestava a questo genere di esperimenti.

vespaNEW GENERATION: Nel 1996 venne alla luce la nuova famiglia di Vespa, con l’inizio della produzione delle Vespa “moderne” con motore in vista, cambio automatico con variatore continuo e che si preparava a competere con i piccoli scooter che erano arrivati sul mercato mondiale.

Da qui, quindi, la Vespa si trasformò da motorino 4 rapporti a classico monomarcia. I vespisti “storici” quasi la presero come una bestemmia una trasformazione tale, chiedendo a gran voce che la PX comunque continuasse a rimanere in vendita, mentre un’altra ala dei vespisti accettò la nuova trasformazione elogiandone le ancor più facili modalità d’uso e i bassi livelli di inquinamento e consumo.

Accogliendo la richiesta del gruppo “storico” la Piaggio lasciò in produzione la PX, trasformandola nella parte anteriore togliendo il freno a tamburo anteriore e sostituendo il gruppo ruota-freno con 5 razze che andavano ad agganciare la corona-cerchione. Le “razze” sono collegate alla monoforcella a cui sono stati attaccati il gruppo sospensione-ammortizzatore, la pinza freno e il disco freno forato.

Per dare maggiore stabilità all’ammortizzatore, lo si è fissato sul lato destro del parafango.

VIAGGIO ALL’INFERNO E RITORNO: Nel 2008 però arrivò la doccia fredda per i fan della PX, con la decisione del gruppo di smantellare le linee di produzione della PX in favore delle nuove monomarcia che stavano aumentando nelle versioni e nelle motorizzazioni, arrivando anche a 300cc di potenza.

Ma nel 2011, complice il fascino intramontable della Vespa PX, avvenne una rivoluzione all’interno della stessa casa di Pontedera, con la decisione di rimettere in funzione la linea di montaggio del mito e facendola ritornare nel mercato in pompa magna, con le sue cilindrate storiche, la 125cc e la 150cc.

Ad oggi la Vespa, sia monomarcia che con le marce, è funzionante e in vendita. La famiglia è vasta e numerosa: Ecco qual i modelli e le motorizzazioni:

S

  • 50cc Hi-PER a 2 e 4 tempi
  • 125cc i.e. 3 valvole

LX

  • 50cc Hi-PER a 2 e 4 tempi
  • 125cc i.e. 3 valvole
  • 150cc i.e. 3 valvole

PX

  • 125cc 2 tempi con carburatore
  • 150cc 2 tempi con carburatore

LXV

  • 125cc i.e. L.E.A.D.E.R. 4 tempi

GTS

  • 300cc i.e. Q.U.A.S.A.R. 4 tempi 4 valvole

GTS SUPER

  • 125cc i.e. 4 tempi 4 valvole
  • 300cc i.e. Q.U.A.S.A.R. 4 tempi 4 valvole

IL FUTURO: La Vespa non ha intenzione di fermarsi ed ecco che all’EICMA 2012 è stata presentata ufficialmente la nuova Vespa 946. Il nuovo modello è un fenomenale esercizio di design che va a ricordare nel nome l’anno di creazione del modello, il 1946 appunto.

Dotato di un motore 125 4 tempi 3 valvole è dotata di tecnologia LED e di sistemi di sicurezza comprendenti ABS e  controllo di trazione ASR e la sua scocca è in alluminio.

Che dire? Continua cosi Vespa!

 

 

Mi piace molto questo articolo che ho trovato qui: http://www.realmotor.it/varie/item/4772-piaggio-group-vespa-buon-compleanno e che paragono ad un ode a questa piccola/grande moto. Da sempre emblema di eleganza e bellezza tutta italiana.

Da ragazza ne guidavo una bianca che rubavo allo zio non appena la trovavo in cortile, sostituita in seguito da un PX 125 di colore verde. Oggi ho scelto uno scooter di tipo diverso ma rimpiango i km percorsi con la mitica vespa.